I ricordi degli amici

Di seguito, il ricordo, appassionato e sommesso, di Sossio Cirillo. Pronunciato, allora, durante la cerimonia funebre per Massimo Gallucci, ora rivolto nella sua forma originale a quanti non sono riusciti ad essere presenti.

L’Aquila, 17 maggio 2015

Marcello Gallucci mi ha chiesto di parlarvi di Massimo, e, poiché credo che lo ha fatto sapendo del privilegio che io ho di godere quotidianamente e da molti anni dell’amicizia di Massimo, mi tocca farlo.

La quotidianità è tempo presente; per cui comincio a dirvi, visto che siamo nell’Aula Magna dell’ Università de L’Aquila, che Massimo è Professore Ordinario di Neuroradiologia di questa Università. Dei suoi titoli accademici, dei suoi studi, delle sue ricerche, delle sue pubblicazioni scientifiche, potete leggere nel suo curriculum. Io voglio parlarvi di un episodio della vita accademica di Massimo che non trovate nel curriculum, un episodio dell’inizio della vita accademica, quando Massimo ed io siamo due giovani ricercatori universitari; lui è più giovane di me e infatti mi chiama “vecchio”. Viene bandito un concorso per due posti di Professore Associato e decidiamo di partecipare. Sappiamo bene che le nostre possibilità di vincere il concorso sono nulle, essendoci altri candidati più anziani e molto più titolati. Per la lezione da presentare alla commissione, Massimo estrae “le patologie neurodegenerative”, argomento che conosce benissimo, in quanto specialista sia in Radiologia che in Neurologia. Decido di rimanere a Roma, di dormire a casa di Massimo. Ma di dormire non se ne parla proprio. Perché Massimo, pur sapendo bene, lo ripeto, che non ci sono possibilità di vincere e che è già sufficientemente preparato sull’argomento, decide di studiare, e abbiamo studiato tutta la notte.

Questo è Massimo: un esempio; uno che se fa una cosa, la fa per bene: con impegno e rigore, con determinazione e passione, con entusiasmo e intelligenza, con cultura e umanità. Massimo queste cose le ha nell’anima, per cui non può agire diversamente, sia che si tratti di un concorso universitario o di una lezione agli studenti, di una conferenza al Simposio mondiale o di una relazione a un corso base, e, ovviamente, sia che si tratti di fare una diagnosi difficile o di curare un malato; in questo caso, se possibile, l’impegno deve essere ancora maggiore; in questo caso tutto deve essere fatto “a regola d’arte”, come si diceva ieri con Lucilla. E senza mai attenuanti, senza mai addurre scuse. Anche quando gli imprevisti e le avversità della vita ( e Massimo ne ha avute!) avrebbero portato chiunque a cedere, a delegare un altro. Invece no: mai un rifiuto a un invito, a un convegno, a una riunione, a uno studio diagnostico, a un trattamento terapeutico.

Massimo è il Presidente dell’Associazione Italiana di Neuroradiologia. Entrato giovanissimo nel Consiglio Direttivo, in pratica non ne è mai uscito: prima consigliere, poi delegato nazionale presso l’Unione Europea dei Medici Specialisti, Presidente della sezione di Neuroradiologia della SIRM, vice-Presidente e ora Presidente dell’AINR. Degli atti ufficiali, delle iniziative societarie, delle riunioni presso organismi europei e ministeriali, potete leggere sul sito dell’ AINR. Io voglio solo sottolineare il grande spirito di servizio con cui riveste questi ruoli e la disponibilità non comune ad ascoltare ogni socio, per soddisfarne le esigenze.

Massimo è il Presidente del Club Primavera. Anni fa, il professor Giovanni Ruggiero, fondatore della Neuroradiologia italiana, nelle sue assidue frequentazioni congressuali, comincia a scegliere quelli che ritiene “gli esperti in materia” e li fa riunire a San Vigilio di Marebbe, dove tutti insieme si scia e si discute di argomenti scientifici. Qualche anno dopo il professore Ruggiero decide di scegliere tra tutti i soci un vicepresidente e, ovviamente, sceglie Massimo. E quando Ruggiero decide di smettere Massimo gli subentra come Presidente, ma Massimo non organizza mai più una riunione perché “Sossio, il Club Primavera è di Giovanni Ruggiero e non può essere di Massimo Gallucci”. Il senso della misura, altro elemento della sua grandezza.

Se uno ha una vita professionale così piena, così intensa, si è portati a pensare che debba necessariamente trascurare il resto, che non abbia il tempo per dedicarsi ad altro. Invece no, ancora una volta. Il tempo per Massimo non si misura in durata, ma in intensità. E così, ama e vive appieno le sue passioni.

La musica, la sua armonia. Massimo vive varie esperienze musicali, in compagnia di colleghi, amici e musicisti di professione. Tutti sanno delle grandi esibizioni a vari convegni, come all’ ultimo Congresso Nazionale, proprio qui a L’Aquila. Forse non tutti sapete con quanto giustificato orgoglio mi racconta del progressivo successo della sua prima raccolta in CD in una selezione nazionale. E con quanto orgoglio e commozione mi rende partecipe della medaglia d’oro ricevuta dal Presidente della Repubblica per il CD che contiene le canzoni sulla sua città sconvolta dal terremoto.

La letteratura, il suo stile. Massimo non scrive solo libri di Neuroradiologia ma anche due romanzi, o forse meglio, libri di autobiografia romanzata. Qui si trova tutta la sua ironia, e auto-ironia, con cui sa rendere leggero anche un racconto tragico.

L’amicizia, la sua condivisione. Massimo vive pienamente l’amicizia, che per lui è innanzitutto condivisione della sua terra, perché Massimo è la sua terra: storia e cultura, vette montuose e scienza sotterranea, candida neve invernale del Gran Sasso e pregiato zafferano primaverile di Novelli. Poi diventa condivisione di tutto, di un bel film come di un buon Sauternes, di sciate e di spettacoli teatrali, condivisione di successi e di delusioni, di progetti e di sogni, condivisione di una passione, condivisione di un amore.

La famiglia, l’amore più grande. La mamma, gran cuoca di polenta e salsiccia, i fratelli, i nipoti, Lucilla sua moglie, Lavinia e Virginia le sue figlie. Sul desktop del computer di Massimo, da cui non si separa mai, c’è una vostra foto, care Lavinia e Virginia. E ad un convegno, mentre cercava la relazione che doveva presentare, sullo schermo vengono proiettati i vostri splendidi volti. Massimo alza gli occhi, vi vede e dice “prima di parlarvi di RM, vi mostro la cosa migliore che sono riuscito a fare nella mia vita”.

Massimo non è uno di noi, Massimo è il migliore di noi, semplicemente il migliore. E non lo penso solo io, ma chiunque lo ha conosciuto. Ieri, mentre ero in macchina in viaggio per L’Aquila, ricevo sul cellulare un messaggio di un giovane neuroradiologo, Mario, che mi scrive: “grazie per avermi fatto conoscere Massimo, con lui sono cresciuto professionalmente e umanamente”.

Poco tempo fa, quando Pino Daniele ha smesso di suonare e di cantare ho letto questa frase: “il mondo è un po’ più buio quando si spegne una luce”. La condivido in parte, perché sono certo che grazie a Massimo in ognuno di noi, in ognuno dei nostri cuori si sono accese mille luci, che brillano, e brilleranno sempre, per illuminare il mondo.

Grazie di tutto, Guagliò

Tuo, Sossio Cirillo


Barcelona, 18 May 2015

Dear Professor Beltramello, dear Alberto,

I wanted to write you to express my sorrow at the sad news at the death of Massimo.Massimo was not only an excellent neuroradiologst, but a great person and a very good friend.
I had the great privilege of working with him in the organization of the ECNR courses, which was an excellent experience from both professional and personal view points. His honesty, emotional intelligence, energy and courage characterized his way of being and of living.
Just few months ago we were planning projects for the future, which reflect the enthusiasm and optimism that he had despite the terrible disease he was
suffering.
I will miss him a lot, although he will be always in my thoughts. Please give my deepest condolence to his family.

Sincerely yours,

Alex Rovira

Head of MR Unit and Section of Neuroradiology
Hospital Vall d’Hebron
Barcelona


Te ne sei andato, Massimo. Non ti credo, non ci credo.

Te ne sei andato in silenzio con una flebile voce, con un mezzo sorriso. Ed io che credevo di finire i nostri giorni insieme, quei giorni fatti di risate e di studio, di discussioni e di tenerezza, tu paladino di tutto, difensore del sapere colto, amico del buon tempo e del cattivo tempo.

Quando ti ho conosciuto? Da sempre: non mi ricordo di un congresso non vissuto insieme, in tutti i luoghi del mondo, a cercarci, ad organizzarci di stare insieme. E ridevi e discutevi e proponevi. I nostri sogni, le nostre sconfitte, le nostre ripartenze. E tu sempre là a segnare il nostro tempo, a superare le nostre paure, a schernire Reginella, ad accettare le fughe dai congressi per conoscere, e ridere di Ruggiero e con Ruggiero. “Massimo, non si sente niente”. “Professor Dal pozzo, ma lei le scarpe, non se le fa fare?” E Giancarlo allibito è imbarazzato, e io e Massimo che ridevamo come liceali.

L ‘Aquila la conoscevo solo sul libro di geografia, e tu ce l’hai resa parte della nostra vita, con la tua caparbietà di renderla centro. E ci credevi, sì che credevi alle nostre speranze. E ridevi delle tue battute durante le tue lezioni, affascinanti perché piene del tuo studio. E arrivavi sempre tardi, ed io ti scherzavo e tu perdevi aerei e treni, e diapositive, e disegnasti una lezione, chè le slides t’erano rimaste in valigia. E creavi i tuoi percorsi didattici in treno, durante le lezioni altrui, sempre attento, e facilmente risvegliabile dalla curiosità di una bella immagine, di un bel parlare, di un cattivo esempio. Quante cene insieme. “Vieni con noi che ti abbiamo tenuto il posto” facevamo con Sossio. E tu sgattaiolavi e ti sedevi con noi per riprendere il filo dell’amicizia.

Ti ho negli occhi in Cappadocia: eri stanco ma camminavi con noi e ti stupivi con i tuoi teneri sguardi delle immagini che ci circondavano. Non avrei mai immaginato che sarebbe stata l’ultima volta a lungo insieme fuori dai congressi. Mi rivedo con te a Riga, chissà perché questo ricordo: eravamo noi due soli italiani e ci piacque camminare insieme. Ma come è possibile non trovarti dovunque in tutti i posti dove siamo stati, dove siamo tornati. A Chicago, a Ischia, nelle Primavere, nei Corsi di L’Aquila, in India e dovunque c’eri tu, c’era amicizia e bel tempo. Una volta camminammo insieme per chilometri scendendo lungo una strada tortuosa di montagna, non ricordo dove, e parlammo con Sossio delle nostre speranze: dobbiamo rifondare: cominciamo con Sossio. Trasformiamo la neuroradiologia in un gruppo di amici che si vogliono bene: cominciamo da noi che già lo siamo, e poi coinvolgiamo tutti: non solo nella cultura, ma nella stima reciproca, nella voglia di stare insieme e di conoscerci e così facendo e credendo, successe.

Ecco perché non sei andato via Massimo. Sei sempre dentro di noi, e noi insieme a te a guardare questo momento che mi sembra tanto triste. Ma tu sei con me e con noi e ti ritroveremo sempre come tutte le lettere di una tastiera.

Posso dimenticarmi di tutto quello che hai detto? Forse ma in ogni momento mi ritornerai in mente perché inciamperò in un tuo caso, in una tua affermazione, in una tua frase, in un tuo scherzo, in una tua diapositiva. Sei un pezzo di me, Massimo. Non te ne puoi andare, non puoi sparire. Le lacrime non basteranno e le asciugherò. Voglio sentirti cantare e suonare, rapito, voglio dedicarti un po’ del mio tempo tutti i giorni, voglio rivederti come sei, voglio avvolgermi nella musica.

Non voglio contare i giorni che ti ho conosciuto, voglio che siano sempre giorni. Voglio rileggere il tuo libro. Voglio sentire la tua rabbia del terremoto, che ti aveva sfregiato. Voglio rivederti dovunque a fare una lezione. Voglio bermi un bicchiere di vino con te. Voglio sentirti narrare.

Voglio, voglio, voglio….e non ti piango, perché sei ancora con me.

Mino

(Cosma Andreula, 19 maggio 2015)


Era veramente un grande amico, una persona sincera, colta, che donava ogni singolo minuto della sua vita agli altri, in altre parole, un esempio di bonta’ e altruismo, oltre ad essere un leader nel campo della neuroradiologia. Cio’ che Massimo ha seminato ora vive in noi.

Giulio Zuccoli


Dear Prof. Beltramello,
Dear Alberto,

On behalf of the Executive Committee of the European Society of Neuroradiology and indeed the whole membership other than me personally, I would like to express our most sincere condolences for the terrible loss that the Italian Association of Neuroradiology has suffered with the passing of its President, Prof. dr. Massimo Gallucci.

Massimo was not only warmly appreciated as an outstanding neuroradiologist, but also, most importantly, as an exceptional human being. His warmth, generosity, and unshakeable optimism were among his many qualities, and his extraordinary character made everyone feel attracted to him. His contribution to European Neuroradiology was outstanding; in particularly his determination in improving the quality of the teaching output of our society, especially through the European Course of Neuroradiology which he co-chaired for many years, helped attract many younger colleagues to our discipline. Most significantly, he was a true friend to all of us. We shall never forget him, and we will cherish his memory forever.

Please once again accept the warmest expression of our profound sympathy.
With warmest regards,

Prof. dr. Majda M. Thurnher
President, ESNR

On behalf of the Executive Committee of the ESNR:
M. Forsting, O. Jansen, M. Muto, A. Rossi, A. Rovira Cañellas, B. Schuknecht, P.M. Sundgren, E.T. Tali, J. Van Goethem, T. Yousry


Per tanti anni abbiamo vissuto e condiviso momenti di lavoro e di vita diversi, ognuno con una propria connotazione, mai banali, mai inutili. Momenti intensi, creativi, riflessivi, critici, allegri ma soprattutto carichi di vitalità e generoso impegno.

Queste poche immagini parlano da sole.

Quello che non possono esprimere è l’affetto speciale e la stima che a lui ci hanno sempre legato.
Mara, Luana, Dafne, Valentina Passalacqua, Valentina Cibin, Rosangela, Lavinia, Lucia


Massimo Gallucci persona e professionista “speciale”; Addio amico mio un grande abbraccio e grazie per tutto quello che hai fatto

Ferdinando Cusmano


Ho raccontato a mio figlio i momenti passati con Massimo all’inizio della nostra carriera: i corsi a L’Aquila, i corsi ad Ancona, i corsi europei. Ho raccontato della sua carriera e lui mi ha chiesto : Ma era il solito traffichino ? Ho risposto: No Francesco, Lui l’ha meritata tutta. Commosso, mi ha abbracciato.

Un ricordo su tutti: L’Aquila novembre? 1986, Hotel Duca degli Abruzzi – Massimo faceva gli onori di casa ma non aveva mai frequentato l’ambiente neuroradiologico. Era in ansia per l’arrivo del Dott. Leonardi (presidente) quindi mi chiese di stargli vicino per indicarglielo. La sera stessa fece la domanda d’iscrizione alla Società con le presentazioni del sottoscritto e di Rosario Ruggiero (tesoriere)…..  Così cominciò la storia.

Grazie Massimo del tuo sorriso che hai distribuito senza esclusioni.

Roberto Rossi da Ancona


Ci sono persone che ci saranno sempre, poiché vivranno nel ricordo di tutti quelli che lo hanno apprezzato, stimato, seguito. Continuera’ a rimanere viva la sua forza, la sua cultura, la sua umilita’ e la sua straordinaria umanita’. Grazie Massimo.

Nivedita Agarwal


Sono Eva Bentivogli, vedova di Luciano Sabattini, neuroradiologo di Bologna. Questo pomeriggio ho aperto la mail di Luciano, come faccio di tanto in tanto,  e ho saputo della scomparsa di Massimo Gallucci, caro amico di Luciano e mio da circa 30 anni. Non mi vergogno a dirlo: ho pianto. Avendo vissuto di recente il percorso tragico che ha portato a morte mio marito per un emangiosarcoma dell’ arto superiore sinistro, sono particolarmente vicina nel dolore a tutta la famiglia. Anche Beatrice, nostra figlia, si unisce con grande affetto al dolore delle sue amiche Lavinia e Virginia.

Conservero’ sempre nel mio cuore il ricordo non solo di un brillante professionista, ma anche di un ragazzo amabile e sorridente.

Eva Bentivogli Sabattini


La radiologia dell’Azienda OORR di Foggia si associa al dolore per la perdita di un grande professionista,di un grande uomo che tanto ci ha insegnato,lo ricordiamo con affetto

Gianpaolo Grilli


Profondamente rattristata dalla notizia inaspettata, rivolgo un commosso pensiero ad un grande uomo e professionista che, con grande dignità nella malattia e profondo zelo ha saputo insegnare fino alla fine la passione per il nostro lavoro!

Lo ricorderemo sempre con gratitudine per quanto in tutti questi anni ci ha insegnato.

Francesca Greco


Ciao massimo sei sempre stato un punto di riferimento
Per tutti noi sarà dura senza di te

Giuseppe Fabbri


Quasi non riesco a capacitarmi, Massimo, che non sei più con noi, col tuo sorriso aperto, gli occhi penetranti e intelligenti, col tuo sguardo scanzonato. Anche nei nostri ultimi, brevi messaggi riuscivi sempre a comunicarmi la speranza che il momento più difficile sarebbe passato; rispondevi con ottimismo al mio augurio, in realtà pieno d’apprensione.

Eri fatto così, disponibile ad ascoltare, a dare serenità a chi ti parlava; eri semplice, diretto, affabile. Potevi davvero trarre in inganno chi non ti conosceva bene, quasi non traspariva tutto ciò che pure in realtà tu eri: un profondo studioso della neuroradiologia, un Docente stimatissimo, il Presidente della nostra Associazione e, in più, un uomo di cultura vasta e varia; un valente scrittore, un saggista, un regista e poi un vero musicista: suonatore, cantante, compositore; quasi un uomo di spettacolo.

Ricordo quando divenisti, il successore di Giovanni Ruggiero, il nostro celebrato “ medicoscrittore “, alla guida della Primavera Neuroradiologica; facendoti i complimenti e manifestando la mia stima, ti confessai la mia difficoltà a definire te, novello responsabile culturale, per assonanza, come “medicoscrittoremusicistartista”, un neologismo troppo lungo e quasi irriguardoso nei confronti del tuo ruolo; trasformai allora icasticamente la chilometrica definizione in “medicomassimo”, alludendo sì al tuo nome, ma anche all’infinita gamma delle tue attività intellettuali; trovasti divertente la battuta e ci ridemmo sopra, allora.

Ma ora con che nome potrei mai definirti, amico mio, dopo la tua ultima immensa fatica, sopportata con forza e dignità tanto grandi? Adesso mi mancano le parole; ti terrò sempre nei miei pensieri, in silenzio, assieme alle persone che mi sono state più care: come esempio, come conforto.

Stefano Perini                                                                                           Verona, 19 maggio 2015


Massimo ha continuato a lavorare ed a dedicarsi alla Neuroradiologia Italiana nonostante la malattia che lo sfiancava nel fisico ma non nello spirito.
Lo avevo invitato tre mesi orsono, come presidente della AINR, al congresso nazionale della SNO per un saluto.
Mi aveva data la sua disponibilità con il solito entusiasmo e volontà di aggregazione.

Lo ricorderemo sempre
Enrico Cotroneo


Ironia, intelligenza, cultura, sagacia, simpatia, bontà, ma quanti altri sostantivi potrei, potremmo usare per definire Massimo!! e poi ancora amico, compagno, ma si, anche collega

Massimo, amico mio, sono rimasto senza parole, quando Sossio mi ha chiamato per dirmi che non ci saresti stato più , che non avrei più potuto vederti, anche se poco, perche è un pò che la mia vita è cambiata, ma vederti e stare ancora insieme a te e agli altri, al Nostro consolidato gruppo di amici, rappresentava per me un momento molto importante. Un momento che ha accompagnato la mia vita di uomo e di professionista per tanti anni. Un punto di riferimento costante. Sapevo che eravate li ed ero contento, sapevo di potervi/ti poterti rivedere… e ora?

Quanto siamo stati insieme… quanti corsi, congressi… quanto siamo cresciuti insieme Tu, io, Sossio, Mino, Giancarlo, Fabio, Federico, Alberto con i nostri maestri Pepe, Marco, Mario, Ugo, e tutti gli altri ancora

Lezioni, cene, corsi, Reginella, letture magistrali, La Primavera, il Prof Ruggiero, sci, congressi, mare,  risate….. tutto insieme! a testimonianza della vita nella sua globalità che scorreva, che ci scorreva addosso, che insieme condividevamo

Da giovani abbiamo appreso, ci siamo consolidati, e poi abbiamo insegnato, cresciuto giovani, che ora sono a loro volta la forza della Nostra disciplina (che come nessun altra è stata fonte di aggregazione ), e la testimonianza della bontà degli sforzi che insieme negli anni abbiamo fatto.

Mi dispiace, Massimo, che non possiamo più condividere nulla di tutto questo insieme

Non ho più parole, ne argomenti per esprimere il dolore che provo in questo momento

Massimo, amico mio, non ti dimenticherò mai

un abbraccio

Paolo Tortori Donati


La radiologia dell’Azienda OORR di Foggia si associa al dolore per la perdita di un grande professionista,di un grande uomo che tanto ci ha insegnato, lo ricordiamo con affetto

Gianpaolo Grilli